NOVITA
Maggio 16th, 2008 Posted in Senza categoria | No Comments »
Come promesso, ecco i nostri nuovi gadget!
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Sono in preparazione i nuovi TARTA-GADGET, con quali potrai contribuire ai nostri progetti di tutela delle tartarughe marine!
Torna a trovarci tra qualche giorno alla pagina NOVITA’ e potrai scegliere quello che ti piace di più!
Un regalo originale per il tuo Natale?
Adotta una tartaruga, riceverai la sua foto con la sua storia e aiuterai la ricerca….
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Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

Questa è una delle immagini della liberazione di “Cuore”, “Havana”, “Cris”, “Nettuno”, “Tahiti” ed “Alfiere” avvenuta Sabato 19 Settembre.
Un grazie al Corpo Forestale dello Stato, sezione di Comacchio, alla Capitaneria di Porto e a tutti i partecipanti che con noi hanno accompagnato queste tartarughine alla libertà!
Buon viaggio, piccole!
Anche il litorale nord adriatico della Provincia di Ferrara è stato teatro di numerosi spiaggiamenti di esemplari vivi di Caretta caretta rinvenuti lungo il periodo luglio-agosto 09; tutti gli animali, di piccole dimensioni, si presentavano fortemente debilitati, come tutti gli esemplari rinvenuti in altre coste Adriatiche. I recuperi sono avvenuti grazie alla preziosa collaborazione della Capitaneria di Porto di PortoGaribaldi e del Corpo Forestale dello Stato (Comacchio e Casalborsetti).
Dopo il necessario periodo di ricovero e riabilitazione, avvenuto, di concerto con l’Associazione A.R.C.H.E’., Onlus, presso il Centro di Recupero per animali selvatici del Benvenuto (Polesella, Ro) sei esemplari sono ora pronti per essere liberati in mare.
Si tratta di una importante liberazione, soprattutto dal punto di vista del notevole interesse scientifico che questi animali rappresentano.
la liberazione è prevista per SABATO 19 SETTEMBRE, ALLE ORE 11 CON RITROVO PRESSO LA EX DARSENA DEL PORTOCANALE DI PORTOGARIBALDI, DI FRONTE AL BAR BAGNO PARADISO (NR 1)


SABATO 29 AGOSTO PRESSO IL BAGNO ONDA BLU DEL LIDO DEGLI ESTENSI alle ore 16.30 si terrà una lezione sulle tartarughe marine con la partecipazione e l’intervento dei veterinari del CENTRO DI RECUPERO DEL BENVENUTO DI POLESELLA. Si parlerà del fenomeno che sta interessando tutte le coste italiane delle tartarughine debilitate.
Vienici a trovare!

la tartarughina Cinzia prima…

…e dopo!
ABBIAMO BISOGNO DI VOLONTARI!
Ormai abbiamo raggiunto quota 13 tartarughine, ed abbiamo bisogno di aiutanti e volontari che ci aiutino!!! Contattaci! grazie
A.R.C.H.E’. sarà presente al
“FERRARA BALLOONS FESTIVAL 2009″
Il più grande Festival di Mongolfiere in Italia (www.ferrarafestival.it)
con le proprie attività ed iniziative
Vienici a trovare!
(18-27 Settembre 2009 Ferrara-Parco Urbano Giorgio Bassani)
ECCO L’ULTIMA ARRIVATA….

LEGGI LA SUA STORIA ALLA PAGINA “RICERCA”
ORA A.R.C.H.E’. Onlus è anche su Facebook!
http://www.new.facebook.com/home.php#/pages/ARCHE-Onlus-Research-and-Educational-Activities-for-Chelonian-Conserv/136864408781?ref=ts
Puoi seguire anche qui le nostre attività!
“LA ZATTERA” E LA NAVIGAZIONE FLUVIALE
Gite proposte alla scoperta del fiume
Foto e dettagli alla pagina “Educazione Ambientale”!
LEZIONE AL BAGNO GALLANTI
GUARDA LE FOTO ALLA PAGINA “Educazione Ambientale”
LEZIONI SULLE TARTARUGHE MARINE
Vai alla pagina “Educazione Ambientale” per saperne di più
DAI UN NOME ALLA TARTARUGA!!!

Vai alla pagina “RICERCA” per scoprire come partecipare….
“Benvenuta”, la nuova ospite del
CENTRO DI RECUPERO DEL BENVENUTO….
A Polesella (RO) - Dott. Luciano Tarricone
…STA MOSTRANDO GRANDI SEGNI DI RIPRESA!!!
Vai alla pagina novità per vedere le nuove foto!!!
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Vuoi conoscere la sua storia? Vai alla pagina NOVITA’
I VENERDI’ IN BIBLIOTECA…
LABORATORI DIDATTICI: I LAVORI DEI BAMBINI…
VAI ALLA PAGINA “NOVITA’”
A.R.C.H.E.’
SELEZIONA COLLABORATORI
Per lavorare ai campi di ricerca. REQUISITI: Laurea in Scienze Biologiche, Naturali o Veterinaria, conoscenza della lingua italiana ed inglese, esperienza di lavoro sulle tartarughe marine.
Rimani in contatto con noi o manda il tuo curriculum.

Una grande NOVITA’ della nuova veste del nostro sito è il blog che trovi in questa pagina.
Hai partecipato ad una liberazione o ad una lezione sulle spiagge? Hai domande, curiosità da rivolgere a noi o ad altri interessati ed appassionati che visitano il nostro sito? E’ semplicissimo! Basta registrarsi ed inviarci la tua richiesta, curiosità, o commento.
Ti risponderemo nel più breve tempo possibile!
Buon Natale e Felice Anno Nuovo!
Nasce il Gruppo di Lavoro
l’emergenza tartarughe marine dell’estate 2009
L’estate del 2009 verrà ricordata, almeno sulle coste italiane del nord Adriatico, come l’estate della grande emergenza tartarughe marine. Nei due mesi di luglio e agosto, con una coda che è proseguita anche a settembre e in qualche caso ai primi di ottobre, una marea di piccole tartarughe della specie Caretta caretta ha invaso le spiagge e le acque basse. Erano tartarughe seriamente in difficoltà, profondamente debilitate, di giovanissima età (2-4 anni) e tutte spaventosamente coperte da un piccolo crostaceo, detto comunemente “dente di cane” o “balano”. I balani ne ricoprivano completamente il carapace, la pelle delle zampe, del collo, della testa, ed erano presenti anche sugli occhi, sui contorni della bocca e nel suo interno. A volte formavano una “armatura” (i balani hanno un guscio calcareo) tale da impedire alla tartaruga ogni movimento.
I numeri sono impressionanti, parliamo di circa 180 esemplari, che da Ancona a Trieste, sono stati trovati spiaggiati o in difficoltà in poca acqua, e consegnati ai centri di recupero. Un fenomeno senza precedenti non solo in Adriatico ma addirittura a livello mondiale.
Affrontata l’emergenza con ogni mezzo disponibile, per gli enti che hanno fronteggiato questa situazione drammatica è ora il tempo delle domande, dei tentativi di spiegazione del fenomeno, anche per essere pronti nell’eventualità, remota e terrificante, che lo stesso possa verificarsi di nuovo la prossima estate.
Il primo importantissimo passo è stato compiuto proprio il 6 ottobre. Organizzato e ospitato da Fondazione Cetacea, a Riccione, si è svolto infatti un incontro fra i vari enti coinvolti nel fenomeno, e si è subito raggiunto l’accordo per formare un Gruppo di Lavoro che studierà questo inedito fenomeno. Ne fanno parte:
– Associazione Archè - Research and Educational Activities for Chelonian Conservation
– Associazione Benessere Animale
– ARPA Daphne
– Centro Ricerche Marine Cesenatico
– Fondazione Cetacea
– Museo di Jesolo
– Museo di Venezia
– Università di Bologna, Dipartimento Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale, Gruppo di Ricerca sui Grandi Vertebrati Pelagici
– Università di Padova, Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie
Durante la riunione, durata oltre due ore, si sono stilati piani di lavoro, sollevate domande scientifiche a cui si cercherà di dare risposta, puntualizzato e condiviso alcuni aspetti del fenomeno. Ecco alcuni punti che vale la pena di sottolineare.
– tartarughe di questa classe età non sono affatto frequenti in Adriatico, dove di solito si trovano individui sub-adulti. Perchè sono comparse quest’anno e in numero così elevato?
– le tartarughe erano coperte praticamente da alcune specie di balani che è da valutare se siano proprio la causa della loro debilitazione, e non una conseguenza. Quando, e per quali condizioni ambientali, i balani possono avere “assalito” le piccole tartarughe? E perché solo su di loro così infestanti mentre sugli adulti giunti nella stessa area questo balano rimaneva su livelli fisiologici?Ricerche sulla diffusione e sul ciclo biologico di queste specie di crostaceo, sono in corso.
– in molti casi le tartarughe avevano l’intestino pieno, ai limiti dell’occlusione, di una fanerogama marina dalle lunghe foglie nastriformi (Zostera marina). Questa pianta non è comune lungo il litorale romagnolo, ma è comunque frequente ad esempio negli ambienti lagunari. Perchè questa “abbuffata” di piante marine, e come si collega questo con l’età e il ciclo biologico delle tartarughe? E con la invasione dei balani?
– altri elementi ambientali da considerare: quest’anno l’Adriatico ha raggiunto temperature delle acque superficiali con un valore medio di 27,8 °C e con valori massimi di 29,2 °C. C’è stata anche una inusuale fioritura di larve di granchio (anche essi crostacei come i balani) che hanno causato anche problemi alla balneazione a causa delle numerose punture provocate ai bagnanti.
– i veterinari sono in sintonia su quanto hanno trovato nelle piccole tartarughe: un quadro clinico allarmante. Profonda debilitazione, forte anemia, scarsa calcificazione, compromissione di importanti organi come il fegato e infezioni batteriche secondarie. Pur con ancora le poche informazioni in loro possesso, i veterinari stanno valutando le ipotesi della possibile infezione virale o batterica come probabile causa del fenomeno anche se al momento i risultati ottenuti sembrano protendere maggiormente per una causa di tipo ambientale, unitamente all’invasione dei balani, che potrebbe aver portato le piccole tartarughe a condizioni cliniche così gravi.
– in diversi centri ci sono ancora decine di tartarughe ricoverate, e non è detto che tutte potranno tornare in mare prima dell’arrivo del freddo, costringendole così al ricovero forzato per molti mesi.
– tutte le tartarughe già rilasciate da Fondazione Cetacea portavano un microchip sotto la pelle, in modo da potere essere identificate in caso di successivi ritrovamenti. Seguirà anche una lettera a tutte le Capitanerie di Porto, dal Friuli alle Marche, affinchè non si abbassi l’attenzione sul fenomeno. Sarebbe importante infatti conoscere il “futuro” degli esemplari ritornati al mare. Per questa finalità il gruppo di lavoro si sta anche adoperando per la ricerca di fondi necessari all’applicazione di impianti satellitari per il monitoraggio post-rilascio degli esemplari in cura: sarebbe uno studio unico nel suo genere e preziosissimo vista la giovane età degli animali. In ogni caso, l’Università di Padova studierà durante l’inverno il decorso delle degenti sul lungo termine.
– molte analisi sono in corso o in programma: ricerca di biotossine algali, di inquinanti, di virus. Analisi ematiche e istologiche. Queste analisi sono molto onerose. Quelle svolte fino ad ora sono state prese in carico in toto dagli enti in questione, ma il peso economico ancora da sostenere necessità di un forte aiuto dall’esterno.
La formazione di questo Gruppo di Lavoro è un momento fondamentale per la maggiore comprensione di un fenomeno che riguarda il nostro mare, e che può essere indice di condizioni ambientali quanto meno da valutare con attenzione.
Le volontà degli enti coinvolti di continuare a lavorare per la salute delle tartarughe marine dell’Adriatico, in maniera coordinata e sinergica, è lodevole e porterà ben presto a un secondo incontro e a una produzione di documenti scientifici e a iniziative di sensibilizzazione verso il grande pubblico, per altro già messe in atto diverse volte questa estate, sempre su spontanea iniziativa e impegno degli enti stessi.
Associazione Archè - Research and Educational Activities for Chelonian Conservation, Ferrara
Associazione Benessere Animale, Bologna
ARPA Daphne, Cesenatico (FC)
Centro Ricerche Marine Cesenatico (FC)
Fondazione Cetacea, Riccione (RN)
Museo di Jesolo (VE)
Museo di Storia Naturale di Venezia
Università di Bologna, Gruppo di Ricerca sui Grandi Vertebrati Pelagici, Cesenatico (FC)
Università di Padova, Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie
Domenica 27 Settembre alle ore 10:45/11:00 è prevista la liberazione di altre tre tartarughine, ormai ristabilite ed ansiose di riprendere il mare.